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05 Nov 2018

Una legge sulla piccola agricoltura anche in Sicilia «Per tutelare i contadini, custodi della biodiversità»

Venerdì prossimo, durante la fiera Fa la cosa giusta, verrà presentato il testo che mira a favorire i piccolissimi agricoltori nei processi di lavorazione e trasformazione dei loro prodotti. «Loro – spiega uno dei promotori – sono il vero presidio per il territorio»

Tutelare i piccoli agricoltori schiacciati dalla burocrazia e non solo. È quanto si prefigge la legge sulla piccola agricoltura contadina, un testo già approvato in Toscana e che venerdì 9 novembre, alle ore 18, verrà illustrato alla Fiera del Mediterraneo di Palermo nel corso di un incontro organizzato nell’ambito della quinta edizione di Fà la cosa giusta! Sicilia, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

«Di queste legge in Sicilia si è sempre parlato ma non è mai stata attuata – spiega a MeridioNews Giorgio Schifani, professore ordinario di Scienze Agrarie all’Università di Palermo – questa è un’occasione per iniziare ad avviare un processo. La legge nasce per tutelare quei piccolissimi agricoltori che notoriamente non riescono a stare sui mercati. Si rivolge difatti a quel tipo di settore agricolo che, pur essendo marginale, ha un ruolo fondamentale perché fornisce non solo cibo e lavoro ma anche presidio del territorio, oltre a favorire l’economia locale grazie alla sua permanenza».

Il testo favorirebbe per esempio le attività di commercializzazione delle aziende di piccole e medie dimensioni, che rappresentano «il tessuto dell’agricoltura siciliana – specifica il professore – in realtà la legge va oltre questo approccio, perché intanto valorizza e dà dignità ai piccoli agricoltori, e poi, attraverso il loro sostegno, consente di mantenerli nei loro luoghi e farli diventare dei tutori del territorio, dei conservatori della biodiversità, ovvero – sottolinea – mantiene in vita queste piccole realtà che altrimenti andrebbero a scomparire».

L’agricoltura italiana è rappresentata in gran parte da aziende di piccole dimensioni, che vivono del lavoro familiare e danno il contributo maggiore alla produzione agricola nazionale. Secondo dati Eurostat, le aziende italiane con una superficie inferiore ad un ettaro producono cibo per un valore che supera sette milioni di chilo calorie; quelle «fino a 20 ettari, che controllano circa un terzo delle terre coltivate, forniscono il doppio delle chilocalorie prodotte dalle aziende di grandi dimensioni che occupano più della metà dei campi». Nell’Isola ce ne sarebbero alcune decina di migliaia. «Una platea molto vasta che resta ai margini dei mercati e dei grandi circuiti di commercializzazione», denuncia Schifani.

Con i suoi articoli, la legge corre in soccorso di questi piccoli contadini, regolandone le attività che possono svolgere: dalla coltivazione all’allevamento, dalla trasformazione artigianale dei prodotti aziendali all’ospitalità agrituristica, dall’utilizzo delle terre abbandonate al recupero del patrimonio edilizio rurale, fino ad arrivare ad una sorta di snellimento della burocrazia. Una vera e propria «normativa per far sì che queste piccole attività possano commercializzare e trasformare sul territorio. Questa è sicuramente una delle novità più importanti che introduce la legge, che – prosegue Schifani – è abbastanza articolata, vanno ovviamente individuati gli obiettivi e i destinatari, oltre ai criteri per poterne usufruire».

In poche parole, «i contadini potranno utilizzare anche la cucina di casa o un locale polifunzionale nella propria azienda per lavorare, trasformare e confezionare i prodotti, nel rispetto dei requisiti di legge», commenta Tommaso Fattori, consigliere regionale della Toscana, che insieme a una sua collega ha presentato il testo nella sua Regione, approvato all’unanimità.

Anche lui prenderà parte all’evento di giorno 9, oltre all’assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia Edy Bandiera e a diverse associazioni: il Coordinamento Europeo per la Liberazione della Diversità (EC-LLD), Rete Semi Rurali, Rete di Economia Solidale-Puglie, Coordinamento Campagna per l’Agricoltura Contadina, Associazione per l’agricoltura Biodinamica, Acliterra, Piano GAL Madonie e Consorzio le Galline Felici. Quest’ultimo è presieduto da Roberto Li Calzi, che sarà tra i promotori della legge sulla piccola agricoltura contadina in Sicilia. L’appuntamento sarà coordinato da Giovanni Guccione, ricercatore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (istituto del ministero) e produttore.

Articolo tratto da Meridionews.it

05 Gen 2018

Agricoltura, Cia: «servono fondi contro siccità in Sicilia»

PALERMO. Agea, siccità, Psr e consorzi di bonifica sono alcuni temi affrontati nel corso di un incontro tra la giunta regionale della Cia Sicilia e l’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera. “La situazione è già oltre ogni limite – dice Rosa Giovanna Castagna, presidente regionale Cia – in merito all’erogazione dei pagamenti inerenti le misure a superficie del Psr: controlli su controlli (ben 5 in più rispetto alle altre regioni) e su una domanda dichiarata valida al momento del rilascio vengono chieste correzioni dopo oltre 2 anni. Occorre un maggior impegno, politico ma anche da
parte dell’amministrazione”.

“Il problema della richiesta di certificazione antimafia – continua Castagna – grazie anche al forte impegno della Cia, è rinviato per le imprese che percepiscono contributi inferiori a 25 mila euro e non comprende le domande presentate entro il 19 novembre u.s., ma non possiamo aspettare la prossima emergenza di dicembre per affrontare e risolvere definitivamente la questione”.

“I danni provocati dalla straordinaria siccità estiva e attuale – evidenzia Castagna – hanno compromesso tutti i comparti, si chiede pertanto un intervento a favore degli agricoltori (ad esempio sgravi contributivi o altre forme di agevolazioni). A ciò si aggiunge una situazione disastrosa dei consorzi di bonifica”. (ANSA).

Articolo tratto da Gds.it