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09 Dic 2018

Agricoltura: Fondi per l’innovazione

Natalino Ventrella illustra la misura promossa dal MISE

ll Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) intende sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori applicativi della Strategia nazionale di specializzazione intelligente relativi a “Fabbrica intelligente”, “Agrifood” e “Scienze della vita” al fine di valorizzare l’innovazione e la collaborazione tra imprese, centri e organismi di ricerca.

Tra i settori applicativi rientrano, a titolo di esempio, tecnologie alimentari, packaging, riduzione degli scarti (Agrifood), eHealth, biotecnologie (Scienze della Vita), sistemi produttivi per la produzione personalizzata, management per sistemi produttivi di prossima generazione (Fabbrica Intelligente).

 

Chi sono i beneficiari?

Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che esercitino attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e i centri di ricerca. I soggetti di cui sopra possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro (fino ad un massimo di 3 co-proponenti per i progetti con procedura a sportello e 5 co-proponenti per i progetti con procedura negoziale). In tal caso possono beneficiare delle agevolazioni anche gli Organismi di ricerca e, limitatamente ai progetti relativi al settore “Agrifood”, anche le imprese agricole.

Come funziona?

A seconda dell’entità dell’investimento dell’azienda, l’intervento agevolativo può essere attuato tramite due differenti procedure:

1) Procedura valutativa a sportello. I progetti devono presentare le seguenti caratteristiche: prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 800.000,00 e non superiori a euro 5.000.000,00; essere realizzati nell’ambito di unità locali ubicate nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e/o nelle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna); essere realizzati nell’ambito delle aree tecnologiche “Fabbrica intelligente” e “Agrifood”. I progetti di cui sopra possono essere realizzati, per una quota non superiore al 35% del totale dei costi ammissibili, in una o più unità locali ubicate nelle aree nelle Regioni più sviluppate.

Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato per una percentuale pari al 20% delle spese e nella forma del contributo a fondo perduto per una percentuale dei costi articolata come segue: Ricerca industriale (60% per le imprese di micro e piccola dimensione; 50% per le imprese di media dimensione; 40% per le imprese di grande dimensione); Sviluppo sperimentale (35% per le imprese di micro e piccola dimensione; 25% per le imprese di media dimensione; 15% per le imprese di grande dimensione).

2) Procedura valutativa negoziale. I progetti devono presentare le seguenti caratteristiche: prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 5.000.000,00 e non superiori a euro 40.000.000,00; essere realizzati nel territorio nazionale (qualsiasi Regione); afferire alle aree tecnologiche “Fabbrica intelligente”, “Agrifood” e “Scienze della Vita”; prevedere la stipula di Accordi per l’innovazione, sottoscritti dal Ministero, dal soggetto proponente, dalle regioni, dalle province autonome e dalle altre amministrazioni pubbliche interessate.

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo a fondo perduto, eventualmente integrato dal finanziamento agevolato, per un importo definito nell’ambito della fase di negoziazione.

Le tempistiche

Per la procedura valutativa a sportello le domande dovranno essere presentate a partire dal 22 gennaio 2019; mentre per la procedura valutativa negoziale possono essere sempre presentate fino ad esaurimento fondi.

Per info scrivete a nataleventrella@gmail.com.

Natalino Ventrella

 

Articolo tratto da Turiweb.it

05 Nov 2018

Una legge sulla piccola agricoltura anche in Sicilia «Per tutelare i contadini, custodi della biodiversità»

Venerdì prossimo, durante la fiera Fa la cosa giusta, verrà presentato il testo che mira a favorire i piccolissimi agricoltori nei processi di lavorazione e trasformazione dei loro prodotti. «Loro – spiega uno dei promotori – sono il vero presidio per il territorio»

Tutelare i piccoli agricoltori schiacciati dalla burocrazia e non solo. È quanto si prefigge la legge sulla piccola agricoltura contadina, un testo già approvato in Toscana e che venerdì 9 novembre, alle ore 18, verrà illustrato alla Fiera del Mediterraneo di Palermo nel corso di un incontro organizzato nell’ambito della quinta edizione di Fà la cosa giusta! Sicilia, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

«Di queste legge in Sicilia si è sempre parlato ma non è mai stata attuata – spiega a MeridioNews Giorgio Schifani, professore ordinario di Scienze Agrarie all’Università di Palermo – questa è un’occasione per iniziare ad avviare un processo. La legge nasce per tutelare quei piccolissimi agricoltori che notoriamente non riescono a stare sui mercati. Si rivolge difatti a quel tipo di settore agricolo che, pur essendo marginale, ha un ruolo fondamentale perché fornisce non solo cibo e lavoro ma anche presidio del territorio, oltre a favorire l’economia locale grazie alla sua permanenza».

Il testo favorirebbe per esempio le attività di commercializzazione delle aziende di piccole e medie dimensioni, che rappresentano «il tessuto dell’agricoltura siciliana – specifica il professore – in realtà la legge va oltre questo approccio, perché intanto valorizza e dà dignità ai piccoli agricoltori, e poi, attraverso il loro sostegno, consente di mantenerli nei loro luoghi e farli diventare dei tutori del territorio, dei conservatori della biodiversità, ovvero – sottolinea – mantiene in vita queste piccole realtà che altrimenti andrebbero a scomparire».

L’agricoltura italiana è rappresentata in gran parte da aziende di piccole dimensioni, che vivono del lavoro familiare e danno il contributo maggiore alla produzione agricola nazionale. Secondo dati Eurostat, le aziende italiane con una superficie inferiore ad un ettaro producono cibo per un valore che supera sette milioni di chilo calorie; quelle «fino a 20 ettari, che controllano circa un terzo delle terre coltivate, forniscono il doppio delle chilocalorie prodotte dalle aziende di grandi dimensioni che occupano più della metà dei campi». Nell’Isola ce ne sarebbero alcune decina di migliaia. «Una platea molto vasta che resta ai margini dei mercati e dei grandi circuiti di commercializzazione», denuncia Schifani.

Con i suoi articoli, la legge corre in soccorso di questi piccoli contadini, regolandone le attività che possono svolgere: dalla coltivazione all’allevamento, dalla trasformazione artigianale dei prodotti aziendali all’ospitalità agrituristica, dall’utilizzo delle terre abbandonate al recupero del patrimonio edilizio rurale, fino ad arrivare ad una sorta di snellimento della burocrazia. Una vera e propria «normativa per far sì che queste piccole attività possano commercializzare e trasformare sul territorio. Questa è sicuramente una delle novità più importanti che introduce la legge, che – prosegue Schifani – è abbastanza articolata, vanno ovviamente individuati gli obiettivi e i destinatari, oltre ai criteri per poterne usufruire».

In poche parole, «i contadini potranno utilizzare anche la cucina di casa o un locale polifunzionale nella propria azienda per lavorare, trasformare e confezionare i prodotti, nel rispetto dei requisiti di legge», commenta Tommaso Fattori, consigliere regionale della Toscana, che insieme a una sua collega ha presentato il testo nella sua Regione, approvato all’unanimità.

Anche lui prenderà parte all’evento di giorno 9, oltre all’assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia Edy Bandiera e a diverse associazioni: il Coordinamento Europeo per la Liberazione della Diversità (EC-LLD), Rete Semi Rurali, Rete di Economia Solidale-Puglie, Coordinamento Campagna per l’Agricoltura Contadina, Associazione per l’agricoltura Biodinamica, Acliterra, Piano GAL Madonie e Consorzio le Galline Felici. Quest’ultimo è presieduto da Roberto Li Calzi, che sarà tra i promotori della legge sulla piccola agricoltura contadina in Sicilia. L’appuntamento sarà coordinato da Giovanni Guccione, ricercatore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (istituto del ministero) e produttore.

Articolo tratto da Meridionews.it

29 Ott 2018

Manovra, terreni abbandonati anche in Calabria e Sicilia assegnati gratis a giovani e famiglie con tre figli

Una nuova ‘distribuzione’ delle terre, per convincere le famiglie a fare più figli. E una ‘tassa piatta’ anche per i professori che danno lezioni private. Sono alcune delle novità spuntate nell’ultima bozza della legge di Bilancio, limata fino all’ultimo, e pronta per essere trasmessa al Parlamento entro mercoledì, quindici giorni dopo il via libera del Consiglio dei ministri. Confermata, anche in questo testo, l’intenzione di introdurre i due cavalli di battaglia di Lega e Movimento 5 Stelle, ‘quota 100’ per la pensione e reddito e pensione di cittadinanza, con due disegni di legge collegati. Ecco in sintesi le principali novità:

FLAT TAX AL 15% PER I PROF CHE DANNO RIPETIZIONI: arriva una tassazione ad hoc, agevolata, anche per le lezioni private, se impartite da docenti «titolari di cattedra di ogni ordine e grado». Su questi redditi si potrà pagare una imposta del 15% sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali.

TERRENI GRATIS CON IL TERZO FIGLIO IN ARRIVO: Terreni affidati in concessione gratuita per 20 anni alle famiglie cui nasca il terzo figlio nel 2019, 2020 o 2021. E’ una delle misure «per favorire la crescita demografica» contenute nell’ultima bozza della manovra. Si prevede anche la concessione di mutui fino a 200mila euro a tasso zero alle famiglie che acquistino nelle vicinanze dei terreni la prima casa. A questa finalità andrà destinato il 50% dei terreni agricoli e a vocazione agricola di proprietà dello Stato non utilizzabili per altra finalità e il 50% delle aree abbandonate o incolte del Mezzogiorno. Oltre ai terreni dello Stato, saranno assegnati gratuitamente la metà di quelli abbandonati di Abruzzo, Basilicata, Calabria,Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per i quali nel 2017 era partita una sperimentazione della valorizzazione, che comprendeva le aree agricole inattive da almeno 10 anni, i terreni di rimboschimento in cui non si erano registrati interventi negli ultimi 15 anni e anche le aree industriali, artigianali, e turistico-ricettive abbandonate da almeno 15 anni. I terreni potranno andare anche a società di giovani imprenditori agricoli che riservano una quota del 30% alle famiglie col terzo figlio che arriva tra il 2019 e il 2021. Previsto l’accesso prioritario ai benefici per favorire l’imprenditorialità in agricoltura e il ricambio generazionale (da mutui agevolati per gli investimenti fino a un milione e mezzo a contributi a fondo perduto). Per sostenere i mutui prima casa a tasso zero (di 20 anni di durata) viene creato un apposito fondo al ministero delle Politiche agricole con 5 milioni per il 2019 e 15 milioni per il 2020.  I ministeri dell’Agricoltura e della Famiglia dovranno definire «criteri e modalità» di attuazione della misura.

PIU’ FONDI ALLA FAMIGLIA, 20 MLN A CONSULTORI: per la famiglia viene anche rinforzato l’apposito fondo, con 100 milioni l’anno dei quali 20 andranno destinati ai consultori.

SI ALLENTA LA STRETTA SULLE PARTECIPATE LOCALI: sono ‘salve’ le società che, pur entrate nella ‘black list’di quelle da dismettere, hanno «prodotto un risultato medio in utile nel triennio» precedente la ricognizione che ha creato le liste.

DIMEZZATA L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: Nel triennio si passa dalle 400 ore previste per tecnici e professionali alle attuali 150 per i tecnici e 180 per i professionali, per i licei la riduzione è da 200 a 90 ore. Cambia anche il reclutamento. Arrivano le equipe per la scuola digitale.

PER RINNOVO CONTRATTO STATALI 4,2 MLD IN 3 ANNI: nella bozza aumenta lo stanziamento per il rinnovo, che sale a 1,1 miliardi nel 2019, 1,425 nel 2020 e 1,775 nel 2021. In attesa del rinnovo dei contratti i dipendenti pubblici nel 2019 avranno un’indennità di vacanza contrattuale pari allo 0,42% dal primo aprile che diventa lo 0,7% dello stipendio (escluso il salario accessorio, l’anzianità ecc) dal primo luglio.

DA FORZE ORDINE A ISPETTORI LAVORO, OLTRE 10MILA ASSUNTI: previste assunzioni aggiuntive in vari settori, da 1000 nuovi ispettori del lavoro per contrastare il lavoro nero (nasce anche un tavolo ad hoc per il caporalato) a 3mila ingressi al ministero della Giustizia, 775 al ministero dell’Interno, anche in relazione a ordine pubblico e immigrazione. In arrivo anche più di 6mila nuovi poliziotti e 1.500 vigili del fuoco.

SPINTA CONTRATTI STABILI, DA BONUS SUD A ECCELLENZE: nuovo bonus contributivo (per un anno, tetto a 8mila euro) per chi assume laureati under 30 o dottori di ricerca under 34. Potenziato il bonus Sud, che torna al 100% nel limite di 8.060 euro per chi assume under 35 o over 35 disoccupati da almeno 6 mesi. ‘Resto al Sud’si chiede fino a 45 anni.

VIA VITALIZI REGIONI O SCURE SU RISORSE: andranno adeguati i trattamenti sulla falsariga di quanto fatto dalla Camera entro sei mesi o arriveranno tagli del 30% delle risorse, eccetto quelle per la sanità. Dal 2020 i trasferimenti verranno tagliati per la metà delle somme destinate nel 2018 ai vitalizi.

OLTRE 1,5 MLD A FONDO RISTORO AZIONISTI BANCHE: arrivano con 525 milioni l’anno per il 2019-2021 per il ristoro degli azionisti delle banche venete e delle 4 banche che dimostrino di aver subito «danno ingiusto». Il ristoro sarà del 30% o comunque entro 100mila euro. I dividendi andranno dedotti. Potrà accedere anche chi abbia aderito a transazione. Corsia ‘preferenzialè per chi ha Isee sotto i 35mila euro.

SANITA’, PIU’ FONDI MA ACCESSO LEGATO A TAGLIO TICKET: più risorse nel triennio per il Fondo sanitario, 4,5 miliardi, cui le Regioni potranno accedere però solo se sarà siglato, entro gennaio, il nuovo patto per la Salute che dovrà contenere diverse misure tra cui la revisione dei ticket. Previsti anche più fondi per specializzazioni e borse in medicina generale.

CALANO MIGRANTI, SPESE TAGLIATE DI 1,6 MLD IN 3 ANNI: arriva una stretta sulle spese per i centri per i migranti “conseguenti alla contrazione del fenomeno migratorio» e tagli alle spese giornaliere per l’accoglienza.

CEDOLARE PER NEGOZI ENTRO 600 MQ, SOLO PER CONTRATTI 2019: la cedolare secca vale per gli immobili commerciali entro i 600mq (pertinenze escluse) e per i nuovi contratti 2019, sempre che non si sia chiuso in anticipo un affitto nel 2018.

Articolo tratto da GazzettadelSud.it

13 Ago 2018

Agricoltura: 235 milioni per i giovani siciliani. Approvata graduatoria

“Ancora risorse finanziarie dalla Regione per offrire nuove opportunità di impresa ai giovani siciliani che vogliono tornare nelle campagne. Duemila domande ammesse sono un buon inizio. Faremo di più, senza lasciare un solo euro e soprattutto faremo presto a definire le graduatorie per evitare le lunghe ed estenuanti attese degli anni passati. La Sicilia riparte. Tutti ai remi!”.

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in merito all’approvazione della graduatoria del Programma di sviluppo rurale 2014/2020 che destina complessivamente 235 milioni di euro per l’avviamento di nuove aziende condotte da giovani agricoltori, anche attraverso interventi complementari. Arriva così a compimento una misura del Psr (6.1 ‘Aiuto all’avviamento d’imprese per i giovani agricoltori’) attesa da anni.

In particolare, sono destinati 40 milioni di euro per i mille beneficiari, ai quali si sommano le sottomisure attivabili dell’ambito del ‘Pacchetto giovani’: centosessanta milioni per la 4.1 (Sostegno a investimenti nelle aziende agricole); venticinque milioni per la 6.4A (Investimenti per la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole) e dieci milioni per la 8.1 (Sostegno alla forestazione/imboschimento). La graduatoria è pubblicata sul sito del Programma (www.psrsicilia.it alla voce news). Trascorsi trenta giorni per eventuali richieste di riesame, ci saranno gli impegni di spesa a favore dei primi mille giovani. L’attuazione del Programma di sviluppo rurale procede, quindi, a pieno regime e già per quest’anno sono stati raggiunti gli obiettivi di spesa previsti.

“Questa larga partecipazione – evidenzia l’assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera – è il segnale di una grande voglia da parte dei giovani siciliani di impegnarsi in uno straordinario settore, pilastro del modello di sviluppo che perseguiamo. Attraverso il contributo a fondo perduto, consentiremo a mille imprese di iniziare l’attività agricola”.

I progetti presentati da tutta l’Isola e valutati sono stati 3.143, per un totale di oltre quattromila giovani che hanno fatto domanda di partecipazione (ciò perché il bando consente gli insediamenti plurimi a valere sullo stesso progetto). Dopo il forte impulso del Governo, gli Ispettorati provinciali dell’Agricoltura in due mesi (dal 14 giugno) sono riusciti nell’obiettivo di pubblicare la graduatoria. Le domande ammissibili sono 1.996, quelle non ricevibili 696 e, infine, 451 i progetti non ammissibili.

«Un plauso – riprende l’assessore – va al Dipartimento, agli Ispettorati provinciali e a tutti i funzionari che si sono spesi in questa attività perché hanno istruito e portato a compimento, con spirito di abnegazione vista la carenza di organico, una grande mole di lavoro».

Articolo tratto da IlSicilia.it

10 Lug 2018

Voucher: Centinaio, torna un po’ di legalità in agricoltura

(ANSA) – ROMA – “I voucher danno la possibilità di far tornare un po’ di legalità all’interno del mondo dell’agricoltura”. Lo ha detto il Ministro per le Politiche agricole, Gian Marco Centinaio intervistato da Sky 24, nel precisare che “l’idea di introdurli è venuta al sottoscritto dopo un confronto con alcuni colleghi della Lega e del M5S”.

“I voucher come erano strutturati non piacciono a nessuna parte, – ha detto Centinaio – l’idea è di farli in modo diverso, ossia evitando che ci siano distorsioni e abusi nel loro uso; al momento dell’emissione devono indicare il nome della persona che ne beneficerà e la data; prima questo non succedeva e i voucher venivano utilizzati random da persone birbanti per non dire ladri; la nostra è una proposta di miglioramento dell’utilizzo, più moderno, tanto che anche i colleghi del turismo li vorrebbero”. Il Ministro ha aggiunto, infine che “si tratta di uno strumento rintracciabilità del lavoro che piace a tutti, dalle associazioni di categoria dell’agricoltura, ai datori di lavoro, ai lavoratori, al presidente dell’Inps Boeri; solamente la Cgil ha detto che Centinaio è un cattivone. Secondo una stima della Coldiretti con l’introduzione dei nuovi voucher in agricoltura si legalizzerebbe 50mila posti di lavoro stagionali”.(ANSA).

Articolo tratto da GdS.it

Vedi anche http://gds.it/2018/07/11/dl-dignita-di-maio-ok-voucher-agricoltura-e-turismo_883548/

19 Giu 2018

Fondi UE per l’Agricoltura: la Sicilia tra le prime regioni d’Italia nella spesa del PSR

Si sono appena conclusi a Catania, presso il Monastero dei Benedettini, i lavori del Comitato di Sorveglianza del PSR 2014 – 2020 (Programma di Sviluppo Rurale) che si è confrontato sullo stato di attuazione del Programma ad oggi, con la Commissione Europea e con i referenti istituzionali e regionali: Ministero per le Politiche Agricole, Ministero dell’Economia, Ministero dell’Ambiente, MIUR, Agea, e i rappresentanti del partenariato.

Ad aprire i lavori l’assessore Bandiera e a seguire i saluti istituzionali del Pro Rettore dell’Università di Catania, professore Magnano e del Vice Prefetto di Catania Anna Maria Mocea.

L’Assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera, che ha presieduto il Comitato si è dichiarato soddisfatto dei progressi compiuti dal programma per il quale sono in corso delle procedure di modifica ed integrazione di alcune misure, frutto anche del confronto con il partenariato pubblico-privato.

Apprezzamento anche da parte della Commissione Europea sui progressi compiuti e sui livelli di spesa raggiunti. Il Commissario della DG Agri, Leonardo Nicolia, ha dichiarato in sede di Comitato che la media della spesa del PSR in Europa è del 28%, in Italia è del 18% mentre la Sicilia ha raggiunto il 21%.

Esprimono apprezzamento anche il Ministero dell’Economia, il Ministero dell’ Ambiente e la Confagricoltura. L’originaria dotazione finanziaria complessiva del PSR Sicilia 2014/2020 era pari ad euro 2.212.747.107,44. A seguito della rimodulazione finanziaria effettuata nel 2017 per il cosiddetto trasferimento di solidarietà a favore dei PSR delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, duramente colpite dagli eventi sismici verificatisi a partire dall’agosto 2016, la dotazione finanziaria complessiva del PSR Sicilia 2014/2020 è scesa ad euro 2.184.171.900,83.

Stimolare la competitività del settore agricolo, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro e garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e le azioni per il clima, sono questi i macro obiettivi contenuti nel Programma, e realizzati attraverso Misure e Sottomisure.

Nel dettaglio, sono 46 i bandi emanati al 2018 (esattamente al 30 aprile) per un totale di risorse poste a bando pari a euro € 1.221.183.262,99 ma entro l’ anno saranno esitati ulteriori 18 bandi. La spesa pubblica raggiunta ad oggi, di € 441.825.166,91 pone dunque la Sicilia tra le prime regioni d’Italia in linea con le migliori performance nazionali. Ciò ha consentito di superare l’obiettivo di spesa fissato per il 2018.

“Siamo di fronte ad una Sicilia che esce a testa alta dal Comitato di Sorveglianza – afferma Bandiera a lavori ultimati – Molto spesso per luoghi comuni si pensa che non siamo capaci di spendere i fondi comunitari, mentre oggi abbiamo avuto l’attestazione, anche da parte del membro della Commissione Europea, che la Sicilia è tra le prime regioni italiane in fatto di Programma di Sviluppo Rurale speso. Un attestazione importante del lavoro svolto, al quale come Governo regionale stiamo imprimendo una forte accelerazione. Vogliamo consegnare ai siciliani un’agricoltura moderna, eccellente e pronta a cogliere e a vincere le sfide presenti e future”.

Articolo tratto da IlSicilia.it

13 Giu 2018

Agricoltura, 5000 giovani bloccati da burocrazia Sicilia. Coldiretti: “Ferme le richieste per avviare un’azienda”

L’allarme: rimpallo di responsabilità fra Regione e Agea. “Si attendono ancora i pagamenti degli anni scorsi”.

Sono 4.600 i giovani che hanno presentato la richiesta di “insediamento” che dall’anno scorso aspettano ancora di sapere se potranno o no avviare la propria azienda in Sicilia. E’ la denuncia di Coldiretti Sicilia riguardo “l’andamento lento” del Programma di sviluppo rurale che da trampolino di crescita si sta trasformando in un labirinto burocratico. Si tratta di milioni di euro che potrebbero davvero costituire la svolta per gli under 40 – sottolinea ancora Coldiretti. La misura 6.1, però, non è la sola a rimanere senza risposte: “ancora più eclatante” è la 4.1 (sostegno agli investimenti alle aziende agricole) il cui iter è partito il 14 dicembre 2016 con la pubblicazione del bando e ad oggi la graduatoria è ancora provvisoria: si tratta di altri 100 milioni di euro messi a bando “che rimangono parcheggiati”, denuncia Coldiretti Sicilia, che aggiunge: altri 224 milioni sono fermi sulle misura 10 (pagamenti agro-climatico-ambientali). Ma “il piatto forte dell’inefficienza della macchina burocratica” riguarda la misura 11 (agricoltura biologica) con una dotazione finanziaria iniziale di 417 milioni.
Ad oggi per il bando per il 2015 è stato pagato circa il 50 per cento dei produttori ma sola prima annualità e cioè il 2015. In sostanza, non sono stati dati neanche i tutti i soldi del cosiddetto trascinamento e cioè quelli spettanti per gli anni scorsi. Intanto si rimpallano le responsabilità tra Regione e Agea. Tanti interrogativi riguardano anche la concertazione su altri temi emergenti del settore come per esempio l’Ocm vino. Nonostante l’incontro in assessorato, in cui tutte le parti hanno indicato le azioni da mettere in campo, ci si è ritrovati con un bando che non risponde alle esigenze del territorio. Infine, è passato un anno dagli incendi che hanno devastato l’Isola, “ma manca ancora un piano particolareggiato di difesa dell’ambiente e del territorio”. Di fronte a queste situazioni Coldiretti lancia ancora una volta l’allarme sulle conseguenze che i ritardi possono determinare. Domani, durante l’incontro dei quadri dirigenti della Sicilia, che si svolgerà a Palermo, saranno approfondite le azioni da mettere in campo per la tutela degli imprenditori agricoli.

Articolo tratto da Repubblica.it

16 Mag 2018

Italiani sempre più hobby farmers

Dal rapporto Coldiretti/Ixè emerge che sei cittadini su dieci prediligono la cura della terra. Comagarden: “Rispetto al 2017 le vendite di attrezzi da giardino aumentano”.

Sei cittadini su dieci del Bel Paese (63%) trascorrono il proprio tempo libero con la zappa in mano dedicandolo alla cura di ortaggi, verdure, piante, fiori in vaso o in terra, sia presso giardini che anche su balconi e terrazzi. Sono questi i risultati che emergono da uno studio condotto da Coldiretti/Ixè intitolato “Italiani popolo di hobby farmers” che è stato recentemente presentato a Bari in occasione della manifestazione #stocoicontadini.
Quello che in passato sembrava essere un passatempo riservato solo agli anziani o a coloro che avessero cessato la propria attività lavorativa, raggiunta la tanto agognata pensione, si scopre essere oggi invece un trend in continua crescita.
Sempre più persone in età lavorativa e sempre più giovani si appassionano alla cura della terra nonostante l’assenza di studi e competenze tecniche del settore.
 
Secondo Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, l’assenza di conoscenze e competenze è oggi presto colmata con il passaparola e con le pubblicazioni specializzate ed è ulteriormente favorita dalla nascita della nuova figura del “tutor dell’orto” che ad esempio la rete degli orti urbani di Campagna amica mette a disposizione.
“Gli italiani si dedicano al lavoro della terra in proprietà private, ma anche nei terreni pubblici o nelle aziende agricole con un comune denominatore che è la passione per il lavoro all’aria aperta, la voglia di vedere crescere qualche cosa di proprio, il gusto di mangiare e offrire a familiari e amici prodotti freschi, genuini e di stagione, ma anche in alcuni casi di risparmiare senza rinunciare alla qualità” afferma Moncalvo.
La diffusione di questo fenomeno è del tutto trasversale tra fasce di età, distinzione di genere e territori di residenza.
Ben un milione e duecentomila giovani italiani coltivano almeno un ettaro di terreno a uso familiare o come piccolo reddito integrativo e possono secondo Nomisma definirsi piccoli agricoltori hobbisti; secondo Coldiretti si tratta in larga maggioranza di famiglie che hanno ereditato pezzi di terreno o aziende da genitori e parenti per i quali hanno deciso di mantenere la proprietà per “reinventarsi” nel ruolo di coltivatori e allevatori piuttosto che venderli o peggio ancora lasciarli al totale abbandono come accadeva spesso in passato.
 
Il boom degli hobby farmers ha importanti effetti sul mercato e sull’occupazione.
Secondo i dati diffusi da Comagarden le vendite di macchinari per il giardinaggio nel solo 2017 hanno registrato un incremento delle vendite pari al 7,3% per i trattori di piccole dimensioni e addirittura del 18,5% per i rasaerba robotizzati.
Ancor più interessante il discorso delle serre e dei vivai dove gli italiani a inizio stagione vanno a rifornirsi di piante e fiori facendo “volare” un settore che in Italia vale complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro e conta 100mila addetti in 27mila aziende impegnate nella coltivazione di oltre 2.000 specie vegetali.
Non è un caso isolato quindi trovare anche in Sicilia tanti hobby farmers in giacca e cravatta durante la settimana e con le mani sporche di terra nel week end; i casi non mancano si va dal dipendente di banca produttore di miele a Zafferana etnea, dall’affermato costruttore edile Mimmo Costanzo che investe nel restauro di un palmento e nella produzione di vini Etna Doc, all’apprezzatissimo ristoratore catanese Andrea Graziano che sempre sull’Etna apre una vera e propria “farm” per la coltivazione di materia prima da utilizzare nei propri ristoranti.
Una passione che ha contagiato anche Vip che producono e vendono prodotti di qualità; si va da Sting alla Nannini, da Zucchero ad Al Bano, da Bocelli, a Ferragamo, da Cavalli a Renzo Rosso, da Jarno Trulli a Andrea Pirlo, da Francesco Moser a Massimo D’Alema fino a Renato Brunetta e Bruno Vespa; questi sono solo alcuni dei nomi famosi che hanno investito tempo e denaro in aziende agricole parallelamente alla loro principale attività lavorativa.
Articolo tratto da Qds.it

 

16 Mag 2018

Meloni di Sicilia, annata favorevole per Mundial

Una finestra di mercato più ampia per il melone siciliano Mundial (varietà Red Falcon), la cui stagione commerciale, quest’anno, è favorita dalla riduzione delle superfici investite a meloni Cantalupo nel Sud della Spagna e dal ritardo delle semine del Nord Italia.

“Per fortuna, le condizioni climatiche favorevoli stanno garantendo una campagna positiva al nostro melone, il più precoce d’Italia”, spiega Antonio Tribastone (in foto), sales specialist melone per la Sicilia di Nunhems (Bayer CropScience), azienda sementiera che distribuisce in esclusiva la varietà Red Falcon al Consorzio Mundial. “Finora la produzione, che quest’anno interessa una superfice totale di mille ettari tra Palma di Montechiaro, Licata e Ispica, è stata scalare e senza picchi. La qualità dei frutti, raccolti sempre al giusto grado di maturazione, è inoltre decisamente elevata”.

“Con il progetto Mundial – prosegue Tribastone – siamo ormai riusciti a fare ritornare il piacere di consumare meloni siciliani nel periodo primaverile. Il nostro melone è estremamente dolce e bello, ma anche sano per la salute e l’ambiente poiché ogni lotto di produzione, per poter essere commercializzato, deve superare i controlli di qualità della Sata sui redisui di prodotti fitosanitari”.

La maggiore parte del raccolto è distribuito da Alegra, con cui il Consorzio Mundial collabora dal 2015. “Credo che i prezzi rimarranno su livelli soddisfacenti sino a fine giugno, quando terminerà la nostra campagna. La raccolta nel Nord Italia – conclude – inizierà a partire da metà giugno”.

Tratto da ItaliaFruits.net

28 Apr 2018

Boom di giovani agricoltori: i 10 consigli per avere successo

Il ritorno alla terra: 30mila giovani hanno presentato domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione Europea, al di là di ogni previsione. Sicilia e Puglia le regioni con più domande. Più di 45mila gli iscritti alle scuole superiori di agraria, +36% rispetto a cinque anni fa

Sono quasi 30mila i giovani italiani che nel 2016/2017 hanno presentato domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione Europea, una “corsa alla terra” che Coldiretti definisce come «ritorno epocale, che non avveniva dalla rivoluzione industriale»: le domande presentate superano superano già circa il 44% le previsioni per l’intera programmazione fino al 2020. Il 61% di questi giovani risiede al Sud e nelle isole, il 19% al Centro Italia e il restante 20% al Nord. La Sicilia e la Puglia cono le prime due regioni, con 4.700 e 4.540 domane presentate, contro le 39 della Valle d’Aosta. I dati sono contenuti nello studio della Coldiretti “Ritorno alla Terra” presentato al primo “Open Day dell’agricoltura”, che consentiva di vivere un giorno da contadino in corso a Bari. Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha evidenziato che «il mestiere della terra non è più considerato l’ultima spiaggia per chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è la nuova strada del futuro per giovani istruiti e con voglia di fare tanto».

Per sostenere gli aspiranti colleghi imprenditori, i giovani della Coldiretti hanno costituito anche una speciale task force che opera a livello territoriale con tutor, corsi di formazione e consigli per accesso al credito. Ecco quali sono le 10 mosse per avere successo.

LE DIECI REGOLE D’ORO DI COLDIRETTI PER IL SUCCESSO NEI CAMPI

  1. Avere un’idea chiara di quello che si vuole fare
  2. Studiare territorio, mercati e normative
  3. Progettare un business plan
  4. Disegnare una mappa delle fonti di finanziamento
  5. Individuare la banca o il bando pubblico a cui rivolgersi
  6. Verificare le possibilità di accesso alle risorse
  7. Cercare con CreditAgri le garanzie per il finanziamento
  8. Presentare il progetto per accedere al credito bancario
  9. Presentare il progetto per accedere ai fondi pubblici
  10. Realizzare il progetto

Gli ostacoli? La burocrazia, che agli imprenditori agricoli – spiega Coldiretti – sottrae almeno 100 giorni di lavoro ogni anno, e il costo elevato della terra, visto che la terra arabile in Italia è la più cara d’Europa, con un prezzo medio di 40.153 euro all’ettaro e il record europeo di 108mila euro all’ettaro in Liguria. Le amministrazioni pubbliche secondo Coldiretti hanno in mano terreni agricoli per un valore di 9,9 miliardi: terre fertili, ma il più delle volte sottoutilizzate, in quanto prive di una conduzione imprenditoriale capace di valorizzarle adeguatamente, con idee e soluzioni che guardano al mercato. Secondo Coldiretti affidare questi terreni a giovani agricoltori toglierebbe alla Pubblica Amministrazione il compito improprio di coltivare la terra e avrebbe il vantaggio di rispondere alla domanda delle nuove generazioni, per le quali la mancanza di disponibilità di terreni da coltivare rappresenta il principale ostacolo all’accesso al settore.

Il ritorno alla terra è dimostrato anche da un altro dato record, il numero di studenti nelle scuole superiori di agraria in Italia: +36% negli ultimi cinque anni. I ragazzi che alle superiori che hanno scelto un percorso didattico legato alla terra sono 45.566 nell’anno scolastico 2017/18, il record del quinquennio. Un successo – spiega la Coldiretti – legato alla voglia di studiare qualcosa che unisca la pratica alla teoria, che insegni come si fanno le cose e come si possa costruire una carriera professionale a contatto con la natura grazie a un’esperienza che affianca lo studio sui libri al lavoro nelle stalle, nei caseifici, nei campi, nei laboratori. La prospettiva di un futuro è confermata anche dal fatto che nei 35 percorsi didattici negli istituti tecnici superiori (ITS) a livello nazionale si registra un tasso di occupati di oltre il 73% a un anno dal diploma secondo le elaborazioni Coldiretti sull’ultimo monitoraggio Indire/Ministero dell’Istruzione, con picchi che vanno dal 94,1% dell’Abruzzo all’88,9% del Veneto, dal 79,1% della Lombardia al 76,5% della Puglia, al 77,8% dell’Emilia Romagna o al 75% del Lazio.

Articolo tratto da Vita.it